ALLA FINE PREFERISCO IL DJ

PLAY STOPEbbene sì, all’alba del mezzo del cammin di mia vita, e con spalle larghe pronte a qualsivoglia reazione, devo proprio dire che preferisco di gran lunga la figura del DJ. Non mi riferisco solo al Disc Jockey “vecchio stile”, tornato in auge in questi anni, che mette musica bella, che sceglie dischi in base al proprio genere, che spulcia fiere e negozi di dischi, che non cade nella tentazione di far partire macarene e trenini, che passa da un disco all’altro con cuffia su un orecchio e mano sul vinile. Preferisco anche il Dj moderno e occasionale, che mette playlist senza saper magari mixare o muovere fader o lavorare sui bpm. Perchè? Perchè quantomeno è “dichiarato”. Disc Jockey, punto e basta. Chiaro come il sole. Non si presentano come “orchestra” o come “musica live”, schiacciando semplicemente il PLAY e lo STOP di una base pessima scaricata da Youtube, pestando le dita a caso su tasti bianco-neri di una tastiera scollegata da tutto, cantando quando va bene, usando anche la traccia di voce quando si è stanchi. La cosa curiosa è che spesso, di qua, c’è il tacito assenso del pubblico, che sa e accondiscende. Non so, Lunedì scorso ho imprecato contro l’ennesima “Orchestra” che non stava affatto suonando e la divinità protettrice delle basi mi ha scatenato contro un temporale mentre tornavo in moto. Ben mi sta.

Come diceva il Maestro Miyagi di Karate Kid, “Camminare su lato destro va bene, camminare su lato sinistro va bene. Camminare in mezzo alla strada…s’ciack! Tu schiacciato come grappolo di uva”. Sarò forse giurassico, ma preferirò sempre di gran lunga un cantante e musicista scarso…ma dal vivo. Oppure un DJ, che cammina dalla parte opposta.